Tirana ai tempi della pandemia, ce lo racconta Davide

Oggi abbiamo intervistato Davide, ragazzo italiano di 35 anni proveniente della Sardegna e più precisamente dall’isola di Sant’Antioco che vive in Albania da 6 anni.

Ciao Davide, innanzitutto grazie per aver accettato di essere intervistato.
Come mai hai deciso di trasferirti in Albania e non in un’altra nazione? Di cosa ti occupi qui a Tirana?

Ho deciso di trasferirmi in Albania e in particolare a Tirana perchè qui ho ricevuto offerte di lavoro interessanti che in Italia non ho ricevuto. Mi occupo di copywriting, traduzioni e design di siti internet per una web agency.

Qualche giorno fa il governo Albanese ha comunicato che se i call center e le web agency non rispettano le normative di sicurezza, saranno chiuse.
Dato che lavori in una web agency, com’è la situazione nella compagnia dove lavori?
Per fortuna da noi non hanno chiuso gli uffici, fanno dei controlli perché si seguano le giuste norme di distanza e quelle igieniche. 

Dunque trovi giusta la decisione di lavorare con le giuste precauzioni o secondo te sarebbe stato meglio chiuderle e magari lavorare da remoto?
Credo sia giusto che chi può rispettare gli obblighi continui a lavorare con le giuste precauzioni in ufficio. Mi spiace per i titolari delle attività che avranno delle grosse difficoltà in questo periodo.

Dato che in queste aziende si lavora a contatto ravvicinato, quali precauzioni sono state prese dal momento in cui è scattata l’emergenza sanitaria?
In azienda abbiamo subito preso le contromisure, ci hanno fornito di mascherine, guanti e gel antibatterico. Rispettiamo le distanze di sicurezza e non andiamo più in pausa tutti insieme. Basta adattarsi e tutto si può risolvere.

In questo momento in Albania, ma soprattutto in Italia, stiamo vivendo un periodo difficile a causa della pandemia. Tu cosa ne pensi?
Ti posso solo dire che all’inizio ho un po’  sottovalutato la situazione, adesso ho un po’  di preoccupazione, più che altro perché non si sa tantissimo di questo virus e non si sa bene cosa potrà succedere col passare del tempo.

Hai pensato di rimpatriare nell’immediato? Ti è stato possibile?
Ci ho pensato si, ovviamente ho immaginato che prima o poi avrebbero sospeso voli e traghetti per l’Italia; ma è stato solo un pensiero… Alcuni amici sono tornati a casa senza nessun tipo di problema.

L’Ambasciata d’Italia a Tirana sta organizzando gli ultimi voli da Tirana a Roma che permetteranno il rimpatrio degli italiani che non sono potuti rientrare in Italia a causa della chiusura delle frontiere. Tu tornerai in Italia o resterai in Albania durante questo periodo?
Sarebbe inutile andare in Italia o in qualsiasi posto in questo momento perché il virus esiste in tutto il mondo. La mia vita è qui quindi resterò qui.

Pensando che non sei nel tuo paese, ti sei preoccupato quando l’emergenza sanitaria ha cominciato ad essere più seria?
Più che preoccuparmi di me, mi preoccupo per i miei familiari che sono li. Ma pensandoci bene, anche standogli vicino non potrei far nulla per aiutarli.

Hai cambiato stile di vita a Tirana immagino…
Si, io esco solo per andare a lavoro, fare la spesa e poi torno a casa. Di certo non è facile non poter vedere gli amici ma sono cose necessarie per la salute di tutti, bisogna solo avere un po’ di pazienza. Qui A Tirana ho visto che da subito tutti i bar e ristoranti hanno preso alla lettera le disposizioni. Vedere Tirana cosi deserta fa un po’  effetto, ma presto tornerà a essere più viva che mai.

Gli albanesi stanno rispettando tutte le limitazioni imposte dal governo?
Si, come ho detto in precedenza Tirana è deserta quindi seguono tutti lo stesso stile di vita. Hanno chiuso bar, ristoranti e negozi che non vendono beni di prima necessità e hanno bloccato la circolazione di bus, taxi e macchine. Naturalmente c’è sempre chi continua ad andare in giro anche senza motivi reali, ma questo succede anche in Italia.

Ti fidi e ti senti al sicuro a Tirana durante questa emergenza?
Si, anche perché devo dire che rispetto all’Italia hanno preso delle misure abbastanza rigide sin da subito, nella speranza di non far progredire i contagi.

Vuoi dare un incoraggiamento o dire un tuo pensiero agli italiani che come te si trovano a Tirana, lontano dal loro paese?
Si, non solo agli italiani ma anche a tutti gli albanesi, dato che mi sento mezzo albanese pure io.
Andrà tutto bene, qualche mese fa ci fu il terremoto e la gente era disperata oltre a pensare negativo ma poi si è ripresa velocemente, quindi sono molto positivo. Bisogna soltanto essere cauti in questo periodo e capire che tutto quello che ci viene detto non è un’imposizione ma è per il nostro bene.

Cosa ne pensi?

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